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Ponti tra scuole, idee e territori: si chiudono i percorsi FirstLife e CommonsHood di Futurama

Ponti tra scuole, idee e territori: si chiudono i percorsi FirstLife e CommonsHood di Futurama

I percorsi didattici incentrati sulle tecnologie digitali civiche promossi dal progetto Futurama - selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e cofinanziato da Fondazione Cassa Depositi e Prestiti - hanno raggiunto il loro momento culminante durante l’evento finale svoltosi a Erice (TP) il 10 Aprile 2025. La giornata è stata infatti per le classi coinvolte, dell’’IISS Sciascia Bufalino di Erice e dell’IIS G.B. Odierna di Palma di Montechiaro (AG), l’occasione per conoscersi e confrontarsi dopo aver per mesi lavorato in parallelo per una stessa visione di città più cooperativa, connessa, inclusiva e sostenibile.

L’evento finale: un incontro di comunità e creatività

Le classi coinvolte nei due percorsi si sono finalmente incontrate dal vivo. L’evento si è aperto con un gioco collaborativo per “costruire ponti” non solo simbolicamente ma anche fisicamente, stimolando il lavoro di squadra tra studenti che non si conoscevano. A seguire, è stato avviato un momento di riflessione condivisa e di valutazione sul percorso svoltosi durante l’intero anno scolastico. Il momento centrale della giornata è stato la partecipazione delle classi al FUTURAMA Civic Tech Challenge, un concorso di idee promosso dalla Fondazione Comunitaria di Agrigento e Trapani in collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino, nell’ambito dello stesso  progetto FUTURAMA. Il bando, rivolto alle classi coinvolte nei laboratori sulle piattaforme civiche CommonsHood e FirstLife, ha offerto alle classi l’opportunità di ideare, presentare e raccontare pubblicamente le proprie proposte progettuali, queste sono state infine valutate in base all’impatto sociale, alla sostenibilità, alla coerenza con le tecnologie civiche utilizzate e alla capacità di generare un cambiamento concreto nella propria comunità.

Oltre alla possibilità di esporre il proprio lavoro davanti ad altre scuole, esperti ed educatori, il bando ha rappresentato un’occasione di responsabilizzazione e riconoscimento per ragazze e ragazzi, chiamati a raccontare soluzioni pensate da loro per migliorare il contesto scolastico e sociale in cui vivono. La partecipazione al bando ha aggiunto al percorso un valore concreto e competitivo, stimolando l’impegno, la cura nella comunicazione e la riflessione sul senso profondo delle azioni progettate.

Le proposte progettuali con FirstLife

Nei laboratori FirstLife, gli studenti hanno lavorato su proposte civiche legate alla propria città, mappando bisogni e immaginando possibili risposte. Le idee emerse sono state inserite sulla piattaformaFirstLife dedicata ai percorsi didattici, che funge da strumento per visualizzare e condividere progetti di innovazione sociale a livello locale. Tra le proposte presentate sono emersi soprattutto dei festival aggregativi per giovani: luoghi aperti alla socializzazione, con attività artistiche e culturali (cinema all’aperto, festival dedicati alla musica, alla moda e allo sport).

Le idee sono state sviluppate tramite strumenti digitali e raccontate attraverso narrazioni visuali e testuali, con l’obiettivo di far emergere il potenziale trasformativo del protagonismo giovanile.

Il percorso Commons Hood: app e biblioteca degli oggetti

Parallelamente, nel laboratorio Commonshood, gli studenti hanno sperimentato l’uso di una piattaforma digitale basata su blockchain per la gestione di una “biblioteca degli oggetti”. Dopo una fase di progettazione partecipata in cui hanno deciso regole, strumenti e dinamiche di funzionamento, gli studenti hanno testato l’app, caricato oggetti, effettuato simulazioni di prestiti e restituzioni. Durante i test sono emersi alcuni bug, segnalati direttamente agli sviluppatori dell’Università di Torino, rendendo gli studenti partecipi di un processo reale di co-progettazione tecnologica.  Le classi hanno potuto così testare in dettaglio uno strumento pensato come luogo digitale di gestione e comunicazione di scambi che avvengono a scuola come luogo fisico.

Metodo e risultati dei due percorsi didattici

Entrambi i percorsi hanno previsto: attività laboratoriali in aula e in aula informatica, lavoro cooperativo su materiali di progetto e presentazioni, esercitazioni di public speaking e simulazioni di esposizione, confronto con esperti esterni (sviluppatori, facilitatori, progettisti, designer rappresentanti della Fondazione di Comunità di Agrigento e Trapani), momenti di monitoraggio e valutazione partecipata. Le attività sono state sempre adattate alle dinamiche delle classi: in alcuni gruppi si è registrata maggiore coesione, in altri – più eterogenei e formati da accorpamenti recenti – sono emerse alcune difficoltà relazionali. Questi elementi sono stati affrontati con attenzione, rallentando il ritmo quando necessario e valorizzando la partecipazione anche minima.

Nonostante le criticità iniziali, gli studenti hanno mostrato progressi significativi in termini di autonomia nella progettazione, capacità espositiva e argomentativa, lavoro di gruppo, consapevolezza sociale e territoriale. In generale per molti lo spazio laboratoriale sì è rivelato un’occasione di espressione, scoperta e riconoscimento.

Il punto di vista della formatrice Federica Ditta

Parte essenziale della metodologia adottata è stata la presenza continuativa in aula di una formatrice e facilitatrice, che ha co-progettato l’intero percorso con il personale esperto del Gruppo Territori e Comunità digitali di UniTo, e garantito il suo adattamento ai due contesti territoriali e scolastici. Ecco alcune sue riflessioni al termine del percorso.

Che tipo di ruolo hai avuto in questi percorsi? «Ho svolto il ruolo di facilitatrice e progettista didattica. Ho cercato di creare un contesto non giudicante, in cui gli studenti potessero esprimersi liberamente ma anche responsabilizzarsi nel lavoro.»

Qual è stato il momento più difficile?

« Far comprendere agli studenti cosa sia un bando, come funziona un concorso di idee, cosa significhi presentare un progetto in modo efficace e con una comunicazione chiara e convincente è stato tutt’altro che semplice. È stato necessario accompagnarli passo passo nel comprendere la logica progettuale, aiutarli a riformulare le loro idee in modo strutturato, rispettando le indicazioni e i criteri previsti. Nonostante le difficoltà iniziali, tutti si sono impegnati tantissimo: hanno saputo mettersi in gioco, confrontarsi e migliorare costantemente. Vederli arrivare pronti all’evento finale, con presentazioni curate e un’esposizione consapevole del proprio lavoro, è stata una grande soddisfazione. »

E quello più bello?

«Quando ho visto studenti timidi prendere parola con chiarezza e determinazione durante la simulazione dell’esposizione. Oppure quando, dopo un testing tecnico, si sono divertiti a commentare le funzioni dell’app con intelligenza ironica. Ho visto gruppi trovare un’identità e persone sentirsi parte di qualcosa.»

Questi percorsi si chiudono con risultati concreti e visibili: progetti pensati e raccontati dai ragazzi, competenze sviluppate in modo autentico, e nuove connessioni tra scuole e territori. Ma forse il valore più grande resta nell’aver creato spazi in cui sentirsi ascoltati, riconosciuti e capaci di immaginare alternative.

Se vuoi continuare a seguire le attività del progetto Futurama, puoi consultare la scheda progetto (qui il link), visitare il blog del progetto (qui il link) e seguirci su Facebook e Instagram. Per partecipare o avere ulteriori informazioni contatta Daniela Avanzato d.avanzato@fcagrigentotrapani.it

Il progetto Futurama è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e cofinanziato da Fondazione Cassa Depositi e Prestiti. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org

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